giovedì 26 giugno 2014

LA VITA TRA PULVISCOLO E POLVERE



La Ragione, potente leva del pensiero che permette all’uomo di interrogarsi e di interrogare.
La vita, l’universo nel quale egli vive origina dal quel pulviscolo che in modo caotico miriadi di anni fa navigava nel  cosmo?
Interrogativo affascinante che tormenta l’uomo scienziato o no che egli sia.
E le miriadi di cellule che formano il suo sistema nervoso é sempre affannato per trovare risposte a angoscianti interrogativi.
Il tutto dal nulla?
Da quel pulviscolo?
O Chi ha tutto creato e mirabilmente ordinato l’universo?
Navigare in questo mare è bello, è faticoso, ma gli interrogativi non trovano le risposte adeguate anche se tante l’uomo ha saputo conquistarne.
Potenza di quei neuroni!
La risposta  a quegli interrogativi, la ricerca della verità soprattutto è obiettivo irrinunciabile.
L’uomo deve cimentarsi a conoscere  se stesso chi, che cosa gli sta vicino, non può non  tendere di sapere poi quel “qualcosa che gli sfugge”, a lui inafferrabile.
Principe della ricerca di “quel qualcosa” è stato J. Marie Guitton  il “Grande Vecchio. Pensatore cattolico del secolo scorso, che nulla ha tolto alla fede quando per tutta la sua vita si è cimentato ragionevolmente con gli interrogativi sulla vita e sull’essere dell’uomo in questo mondo.
Il suo ragionare che sfiorava, solo in apparenza, la sostanza dell’eresia lo portò quasi ad essere emarginato dalla sua chiesa, che tanto amò e per la quale si impegnò fino allo spasimo per l’avvio e la soluzione di tematiche, allora messi all’indice per la speculazione scientifica e filosofica. 
Con Lui ci si interroga su materia e materialismo su spirito e spiritualismo.
Che cosa è la realtà, da dove proveniamo?
Oltre noi il nulla?
“…il  reale è coperto da un velo, è inaccessibile, e che noi percepiamo appena l’ombra che osserviamo sotto la sembianza provvisoriamente convincente di un miraggio”.
Ma che cosa c’è sotto quel velo?
“l’assurdo…il mistero.”
Aperto ad ogni speculazione che impegna il pensiero e non intacca la fede Guitton si inventa il  metarealismo, pensiero filosofico che tende a coniugare materia e spirito.
Nella ricerca l’uomo che sperimenta anche a mezzo della filosofia inceppa se non gli viene in soccorso “qualcosa”.

martedì 3 giugno 2014

Particella e casco di Dio Una ragionevole provocazione


Particella e casco di Dio sono  espressioni  correnti nella trattazione  e divulgazione di interessanti risultati scientifici circa l’origine dell’universo e la ricerca nel cervello  di proprietà  ancora non esplorate, volte allo studio delle  più elevate espressioni  del pensiero come  quelle che attengono lo spirito.
La ricerca scientifica,l’alta tecnologia hanno raggiunto altissimi livelli di conoscenza, che incoraggiano sempre più a scavare in profondità.
E’compito dell’uomo conoscersi e conoscere il mondo che lo circonda, fatica che lo onora  perché  risponde al  suo essere, il più elevato  pensante mai sazio di sapere.
L’orgoglio del mondo scientifico è alle stelle  per i risultati conseguiti in un momento    di smarrimento del pensiero, di incertezze sociali, di scarsa speranza, di relativismo e  anche di superbia  ostentata da  taluni “maestri”della ricerca.
Non ci si accorge della necessità “di più religione”.
Sentimento che sembra annacquarsi particolarmente nel mondo della civiltà opulenta.   
Il sapere della persona  non può essere dettato dal solo I0.
La religione così come la religiosità costituiscono alimento essenziale della vita  dell’uomo.
Lo scontro  tra scienza e fede è sempre elevato  e i veleni che li hanno nutriti non tendono a ridursi.
L’una giova all’altra come sostengono la chiesa e la cultura cristiana, particolarmente  in questi ultimi  anni.
La ricerca scientifica sempre da promuovere tende  a non volere riconoscere i  limiti. 
Vi sono  soglie di conoscenza invalicabili che scandiscono la  natura umana.
“L’uomo ha i suoi limiti”.