giovedì 27 novembre 2014

Oltre il ricordo

Il  beato  J.H.Newman luce della città

Il 13 maggio del 1879 Leone XIII impose la cappella cardinalizia a J.H.Newman.
Lo disse “il suo cardinale”.
Nel viaggio di ritorno in Inghilterra, ammalatosi, si fermò a Livorno. Fu ospite dell’hotel anglo-americano, sito sul viale Regina Margherita, oggi viale Italia, angolo via Mayer, non più in esercizio da oltre un  secolo. 
Il Serra club, il 30 novembre del 2012 vi ha installato una lapide-ricordo con iscritta una frase di Pio XII attribuita all’illustre presule: Acerrimus veritatis Investigator. Newman si sarà certamente interrogato con Giovanni: Che cosa è la Verità, divenendone un infaticabile ricercatore. “Io penso davvero di desiderare la verità e sono disposto ad abbracciarla ovunque possa trovarla”scrive. Cercare la verità per non essere ingannato dalle verità parziali. Verità è libertà di conoscersi e di conoscere, acquisirla costa  immane fatica. Vi sono però dei mediatori che ci vengono incontro. La Fede, non  solo dono, dà la possibilità all’uomo di conoscere la verità di ogni cosa fino a giungere  al Principio del tutto. La Ragione  che da sola non può dare contezza dell’ordine delle cose che sono in noi e di quante sono fuori di noi, che costituisce il tramite umano fino a proiettare l’uomo nel  metafisico.   La Coscienza. “ La coscienza elemento centrale” nella ricerca della verità, voce di Dio che parla all’uomo nel suo luogo intimo, che indirizza la ragione alla ricerca della  verità. Verità che è libertà. ( Newman ). “Nell’intimo della coscienza l’uomo …ha in realtà una legge scritta da Dio dentro il suo cuore: obbedire ad essa  è la dignità stessa dell’uomo, secondo questa egli sarà giudicato “. ( Veritatis Splendor n.54 ) “ La Verità facendo uscire l’uomo dalle opinioni e dalle sensazioni soggettive consente loro al di là delle  determinazioni culturali e storiche a incontrarsi nella valutazione del valore e della sostanza delle cose”. ( Caritas in Veritate ) L’uomo colui che cerca la verità, tolta la verità all’uomo è pura illusione pretendere di renderlo libero, verità e libertà o si coniugano insieme e insieme miseramente falliscono”. (Fides et ratio ) “Lo splendore della verità rifulge in tutte le opere  del Creatore…la verità illumina l’intelligenza e informa la libertà dell’uomo, che in tale modo viene guidato a conoscere ed amare il  Signore.” ( Veritatis Splendor-introduzione ) Verità: quel desiderio senza il quale non si è uomini: ( J.Maritain ) La verità e la libertà  sono l’antidoto delle verità parziali, del pensiero debole, del relativismo, che allontanano da Dio l’uomo, costituiscono danno irreparabile in ambito religioso, culturale, etico, morale, sociale. Lo hanno bene inteso Newman che contrastò le  deviazioni liberali del suo tempo. Così come Pio XII ( Humani Generis ) Pio IX (Quanta cura  1864 ), Pio X  ( Pascendi Dominici gregis 1907 ) che hanno paventato il rischio della verità relativa. E Giovanni Paolo 2°: il relativismo lesione della dignità dell’uomo che cerca di conoscere la Verità in ordine assoluto …il relativismo consuma il mondo dei valori. ( Fides et ratio ). La chiesa   da sempre contrasta il relativismo che ebbe il suo primo sostenitore in Protagora (480-410 a C.)  La Verità in assoluto, l’uomo per sua natura, cerca a mezzo della ragione e con l’aiuto della Fede. Se Protagora si ricorda come primo  filosofo sofista del relativismo, J.H.Newman lo si deve celebrare come il pensatore tra i più acuti della ricerca della Verità e forte oppositore del pensiero debole. Il Serra di Livorno installando la lapide- ricordo nel palazzo sede dell’hotel che lo ospitò ha inteso invitare la città, a interrogarsi sulla opera immensa di Newman, sulla sua santità e sulla sua affannosa ricerca della verità, a scongiurarlo di curare le verità parziali, vero cancro che corrode il vivere nelle società di ieri e di oggi. Bando all’indebolimento della ragione, alla cultura dell’effimero. La Ragione e la Fede ci prendono per mano, ci segnano il  cammino verso la Verità e l’Assoluto. E’ il percorso di salvezza che ci indica Giovanni Paolo 2°: dal fenomeno al  fondamento. E  Newman: dalle ombre e dalle immagini alla Verità. A due anni dall’evento  il Serra invita: da quella lapide emana una luce sulla città che ama essere colta. 
Paolo Mirenda

mercoledì 5 novembre 2014

Vieni con me

“Sono Papa e vescovo ormai da anni la cosa più importante per me rimane sempre il fatto di essere un sacerdote, potere ogni giorno celebrare l’Eucaristia, poter rinnovare il sacrificio di Cristo riportando, attraverso Lui, ogni cosa al Padre:  mondo, l’umanità  e me stesso”.  Giovanni Paolo II.
Karol Wojtyla ha detto sì:  Eccomi Signore.
Identificarsi con Cristo, continuare l’opera di  salvezza: poche le risposte.
E l’immensa vigna rimane incolta e si degradano sempre di più i valori della persona.
Complessa, difficile la ricerca del perché.
Nella società vi è ancore un barlume di humus per fare nascere, coltivare e crescere nuove vocazioni?
Il sogno di costruire una società dove possa soffiare lo Spirito è ancora possibile?
Diciamo di sì.

sabato 25 ottobre 2014

Scelse la vita


19 settembre 2014  Paolo VI agli onori dell’altare. 
Tratteggiammo già la figura dell’uomo e del Pontefice, in occasione di una riflessione  sull’Enciclica HUMANAE VITAE promulgata il 25 luglio1968.
Nel condividere il suo illuminante pensiero sulla procreazione esultammo di gioia e fu spontaneo il grido: Paolo VI Santo.
Quella decisione  provocò disorientamento nella gerarchia ecclesiastica e confusione nel mondo laico-cattolico.
Dire Sì alla vita o cedere alla forte pressione del popolo cattolico che sperava  qualche concessione nella limitazione delle nascite.
La Chiesa mater et magistra attraverso una decisione del Cristo in  terra, mai avrebbe potuto recidere la sorgente  di vita trasmessa da Chi  ha voluto l’uomo e la donna  testimoni e continuatori della sua opera creatrice.
IL Papa, consultata la commissione di studio, già insediata da Giovanni XXIII,  decise in conformità alle leggi, divina e antropologica, di pari dignità.
Scelse l’amore comandato da Dio e pienamente umano, amore totale, amore fedele, amore fecondo.
Grave e sofferta la  risposta del Papa.
Nessuna indecisione su i principi fondamentali del credo cristiano.
E  il suo animo paterno:
Sentivamo le voci fragorose dell’opinione pubblica, ascoltavamo quelle più tenui, ma assai penetranti nel Nostro cuore di Padre e di Pastore, di tante persone, di donne rispettabilissime specialmente, angustiate dal difficile problema e dell’ancor più difficile loro esperienza”.
Accusò “l’inadeguatezza della Nostra Persona, povera persona, il formidabile obbligo di doversi pronunciare” e fermamente  decise.
Moralmente illecito l’uso di mezzi volti ad evitare il concepimento.

venerdì 22 agosto 2014

La donna segno dei tempi


L’essere donna, le sue peculiarità, antropologica  e teologica, è tema molto caro alla chiesa e data nel tempo.
In una sua omelia Proclo dice di Maria, Madre di Cristo:
“Madre e serva, ombra di Dio…serva del Signore, tutto il genere femminile è riscattato dalla colpa  Eva…grazie a Maria tutte le donne sono  beate. La femmina non è più maledetta perché ha ottenuto di che superare in gloria perfino gli angeli.”.
Quasi a dimenticare  le eroine in negativo della Bibbia e del Nuovo Testamento: Dalila, Gezabele, Erodiade. Si ritorna all’ammirazione  e alla lode per le donne in positivo Sara, Rebecca, Lea,  Debora,Elisabetta madre di Giovanni. ( Da Sermone V Elogio alla Santa Vergine e Madre di Dio Maria ).
San Paolo non è stato tenero con la donna: “Le donne nelle assemblee tacciano perché non è loro permesso di parlare; siano invece sottomesse, come dice anche la legge” ( 1 Cor14,34 ), ma anche  ”non vi è più uomo e donna, perché non siete che una sola persona in Gesù  Cristo” (Galati 3,28 ).
E poi “d’altronde, nel Signore, né la donna  va senza l’uomo, né l’uomo senza la donna. Come infatti la donna viene dall’uomo,così l’uomo viene dalla donna e tutto viene da Dio” ( 1 Cor 11,11-12 ).Le espressioni negative di Paolo sulle donne secondo autorevoli studiosi non  sarebbero sue ma opera dei copisti. Così ritengono Robin Scroggs, Rodney Stark, Wayne Meeks.

giovedì 17 luglio 2014

Semplice... il rapporto è un'arte.... (Tradotto da Bing)




giovedì 3 luglio 2014

La vera amicizia fa miracoli




Una musica speciale




giovedì 26 giugno 2014

LA VITA TRA PULVISCOLO E POLVERE



La Ragione, potente leva del pensiero che permette all’uomo di interrogarsi e di interrogare.
La vita, l’universo nel quale egli vive origina dal quel pulviscolo che in modo caotico miriadi di anni fa navigava nel  cosmo?
Interrogativo affascinante che tormenta l’uomo scienziato o no che egli sia.
E le miriadi di cellule che formano il suo sistema nervoso é sempre affannato per trovare risposte a angoscianti interrogativi.
Il tutto dal nulla?
Da quel pulviscolo?
O Chi ha tutto creato e mirabilmente ordinato l’universo?
Navigare in questo mare è bello, è faticoso, ma gli interrogativi non trovano le risposte adeguate anche se tante l’uomo ha saputo conquistarne.
Potenza di quei neuroni!
La risposta  a quegli interrogativi, la ricerca della verità soprattutto è obiettivo irrinunciabile.
L’uomo deve cimentarsi a conoscere  se stesso chi, che cosa gli sta vicino, non può non  tendere di sapere poi quel “qualcosa che gli sfugge”, a lui inafferrabile.
Principe della ricerca di “quel qualcosa” è stato J. Marie Guitton  il “Grande Vecchio. Pensatore cattolico del secolo scorso, che nulla ha tolto alla fede quando per tutta la sua vita si è cimentato ragionevolmente con gli interrogativi sulla vita e sull’essere dell’uomo in questo mondo.
Il suo ragionare che sfiorava, solo in apparenza, la sostanza dell’eresia lo portò quasi ad essere emarginato dalla sua chiesa, che tanto amò e per la quale si impegnò fino allo spasimo per l’avvio e la soluzione di tematiche, allora messi all’indice per la speculazione scientifica e filosofica. 
Con Lui ci si interroga su materia e materialismo su spirito e spiritualismo.
Che cosa è la realtà, da dove proveniamo?
Oltre noi il nulla?
“…il  reale è coperto da un velo, è inaccessibile, e che noi percepiamo appena l’ombra che osserviamo sotto la sembianza provvisoriamente convincente di un miraggio”.
Ma che cosa c’è sotto quel velo?
“l’assurdo…il mistero.”
Aperto ad ogni speculazione che impegna il pensiero e non intacca la fede Guitton si inventa il  metarealismo, pensiero filosofico che tende a coniugare materia e spirito.
Nella ricerca l’uomo che sperimenta anche a mezzo della filosofia inceppa se non gli viene in soccorso “qualcosa”.

martedì 3 giugno 2014

Particella e casco di Dio Una ragionevole provocazione


Particella e casco di Dio sono  espressioni  correnti nella trattazione  e divulgazione di interessanti risultati scientifici circa l’origine dell’universo e la ricerca nel cervello  di proprietà  ancora non esplorate, volte allo studio delle  più elevate espressioni  del pensiero come  quelle che attengono lo spirito.
La ricerca scientifica,l’alta tecnologia hanno raggiunto altissimi livelli di conoscenza, che incoraggiano sempre più a scavare in profondità.
E’compito dell’uomo conoscersi e conoscere il mondo che lo circonda, fatica che lo onora  perché  risponde al  suo essere, il più elevato  pensante mai sazio di sapere.
L’orgoglio del mondo scientifico è alle stelle  per i risultati conseguiti in un momento    di smarrimento del pensiero, di incertezze sociali, di scarsa speranza, di relativismo e  anche di superbia  ostentata da  taluni “maestri”della ricerca.
Non ci si accorge della necessità “di più religione”.
Sentimento che sembra annacquarsi particolarmente nel mondo della civiltà opulenta.   
Il sapere della persona  non può essere dettato dal solo I0.
La religione così come la religiosità costituiscono alimento essenziale della vita  dell’uomo.
Lo scontro  tra scienza e fede è sempre elevato  e i veleni che li hanno nutriti non tendono a ridursi.
L’una giova all’altra come sostengono la chiesa e la cultura cristiana, particolarmente  in questi ultimi  anni.
La ricerca scientifica sempre da promuovere tende  a non volere riconoscere i  limiti. 
Vi sono  soglie di conoscenza invalicabili che scandiscono la  natura umana.
“L’uomo ha i suoi limiti”.

domenica 11 maggio 2014

I due cardinali

                                                                 

Una  coscienza contro  il  relativismo
                 

La coscienza è una legge del nostro spirito, ma che lo supera che ci dà degli ordini che indica responsabilità e dovere, timore e speranza …la messaggera di Colui che, nel mondo della natura, come in quello della grazia, ci parla velatamente, ci istruisce e ci guida.
La coscienza è il primo di tutti vicari di Cristo.
J.H.Newman, lettera al Duca di  Norfolk 5.

La coscienza, tabernacolo della verità nel cui seno si percepisce la voce di Dio in dialogo con l’uomo; Dio che parla all’uomo, del suo amore, della sua misericordia, che suggerisce la via del bene comune, la polarizzazione verso mete più elevate della vera felicità, che conducono  a Lui, duttile dolce e nel contempo severa.

Ritorna alla tua coscienza ed interrogala…fratelli, rientrate in voi stessi e in tutto ciò che fate, fissate lo sguardo sul testimone, Dio.
 S. Agostino Epistulam Johannis ad Parthos tractatus 8, 9.

lunedì 24 marzo 2014

PRIMA LA COSCIENZA POI IL PAPA


Approccio arduo dire qualcosa della coscienza, ma la tentazione è forte per un argomento così importante e formativo. Non è cosa da poco conoscerci.
Coscienza: cum-scire, sapere con, sapere insieme.
Il motivo ce lo offre J. H. Newman, ora Beato.
In una sua lettera scritta al Duca di Norfolk, se a fine pranzo fosse stato invitato a brindare alla salute del Papa e alla coscienza, ha risposto sì volentieri, prima però brinderei alla coscienza.
Già perché questa precede la prima autorità ecclesiastica e di gran lunga.
“La coscienza scrive Newman è sovrana solo perché è il Vicario di Cristo il suo sostituto o delegato, ma non è autonoma perché non è una divinità ma è al servizio di Dio. La coscienza è il portavoce non della personalità individuale o del temperamento ma di Dio”.
Alla Verità si giunge attraverso la coscienza.

giovedì 6 marzo 2014

ANCORA UNA VOCAZIONE SERRANA (P. Mirenda)


Vocazione per una vera crescita globale della persona e della società ci pare significhi anzitutto chiamata a gestire al meglio i doni ricevuti, volti a curare i valori della persona nel suo essere creatura di Dio.
I beni materiali quando a governarli è la giustizia e l’amore rientrano a pieno titolo nella cultura cristiana.
Incarnazione, Vangelo, Chiesa, sono gli eventi che suggellano la presenza di Cristo tra noi.
Nella Chiesa vivono, manifestandosi nel mondo in relazione ai tempi, gli insegnamenti del Vangelo che informano la dottrina sociale “annuncio di Cristo nella realtà temporale”.
Trattasi  di una teologia naturale, morale, sociale, di evangelizzazione nei tempi.
Gli obiettivi: Il Bene comune, la dignità della persona, la solidarietà, la sussidiarietà, la partecipazione, lo sviluppo integrale della persona nella libertà, nella giustizia nella carità a tutti i livelli, famiglia, società, politica, economia, non realizzabili senza l’elemento coagulante che ne costituisce il lievito: La fede.
Il carisma della fede è medicina per i mali della società.
Fede, economia, vocazione crescita,appartengono