venerdì 22 agosto 2014

La donna segno dei tempi


L’essere donna, le sue peculiarità, antropologica  e teologica, è tema molto caro alla chiesa e data nel tempo.
In una sua omelia Proclo dice di Maria, Madre di Cristo:
“Madre e serva, ombra di Dio…serva del Signore, tutto il genere femminile è riscattato dalla colpa  Eva…grazie a Maria tutte le donne sono  beate. La femmina non è più maledetta perché ha ottenuto di che superare in gloria perfino gli angeli.”.
Quasi a dimenticare  le eroine in negativo della Bibbia e del Nuovo Testamento: Dalila, Gezabele, Erodiade. Si ritorna all’ammirazione  e alla lode per le donne in positivo Sara, Rebecca, Lea,  Debora,Elisabetta madre di Giovanni. ( Da Sermone V Elogio alla Santa Vergine e Madre di Dio Maria ).
San Paolo non è stato tenero con la donna: “Le donne nelle assemblee tacciano perché non è loro permesso di parlare; siano invece sottomesse, come dice anche la legge” ( 1 Cor14,34 ), ma anche  ”non vi è più uomo e donna, perché non siete che una sola persona in Gesù  Cristo” (Galati 3,28 ).
E poi “d’altronde, nel Signore, né la donna  va senza l’uomo, né l’uomo senza la donna. Come infatti la donna viene dall’uomo,così l’uomo viene dalla donna e tutto viene da Dio” ( 1 Cor 11,11-12 ).Le espressioni negative di Paolo sulle donne secondo autorevoli studiosi non  sarebbero sue ma opera dei copisti. Così ritengono Robin Scroggs, Rodney Stark, Wayne Meeks.


Paolo ha avuto due diaconesse di grande aiuto della chiesa nascente.
Come un’anticipazione alle donne laiche consacrate   in casa, oggi quante animano l’ordo virginum.
Inceppa Tommaso …”la perfezione della natura umana risiede nel sesso maschile e la generazione ha per ideale la produzione  di un  figlio maschio” (Summa Theol. 1,92 a.1, ad 1 e 2 ).
Egli risente di Aristotele, che bestemmia, quando dice la donna “deficiente e occasionale”.
Il pronunciamento biblico “ Dio creò l’uomo a sua immagine; a sua immagine Dio lo creò; maschio e femmina  li creò “ (Gen.1,27).
E così cade ogni differenza tra creature volute da Dio  che non potevano essere di diversa grandezza.
Dio ha voluto la donna quale soggetto essenziale per l’opera di redenzione.
Donna collaboratrice di Dio e della chiesa di Cristo.
Eccezionale è il rapporto tra Maria e l’intera famiglia umana. E’ Lei che versa alle donne di tutti i tempi, grazia, amore, dignità.
E’ Lei  “il segno dei tempi “ di tutti i tempi che contagia  tutte e tutti.
E il venerabile Pontefice  Paolo VI, nel mistero della Vergine, blasona ogni donna quale segno dei tempi  e conferisce il dottorato della Chiesa  a Santa Teresa di Gesù e a Santa Caterina da Siena.
E promuove (1971) un’apposita Commissione per “promozione effettiva della dignità e della responsabilità delle donne”.
Nel messaggio del Vaticano 2° alle donne, Dic.1965: “ Viene l’ora, l’ora è venuta, in cui la vocazione della donna  si svolge con pienezza, l’ora in cui la donna acquista  nella società un’influenza, un irradiamento,un potere finora mai raggiunto. E’ per questo che in un momento in cui l’umanità conosce una cosa profonda trasformazione, le donne  illuminate dallo spirito evangelico possono tanto operare per aiutare l’umanità a non decadere “.
E’ la consacrazione della grandezza della donna, la sua singolarità e peculiarità in virtù dei suoi blasoni antropologici e teologici, da versare nella società al fine di soccorrerla onde non cadere
ancora più in basso, sì da arginare e sollevarla dal degrado nel quale è piombata.
E’ Maria, la sorgente della dignità  che versa a tutte le donne.“la storia della salvezza è una continua e luminosa testimonianza della dignità della donna”. Giovanni Paolo 2° (Familiaris Consortio cap.22.).
Lungi da noi una sia pur sommaria trattazione della figura teologica di Maria, perché  non è alla nostra portata.
Il mistero di Maria è il mistero di ogni donna, sia essa madre, figlia, sposa.
Ad esaltare la figura di Dio, come a completarla, è Giovanni Paolo I° che gli attribuisce l’amore di un  Padre che è “soprattutto madre”.Per il Papa del sorriso è giocoforza ricorrere all’attribuzione della femminilità a Dio,quasi a completare la potenza del suo amore, amore che solo la donna può e sa dare.
A quel mistero ci introduce Giovanni Paolo 2°, in tanti suoi documenti.
Particolare anche perché dal sapore domestico la sua Lettera alle donne del 1995.
“Grazie a te donna, per il fatto stesso che sei donna”! Con la percezione che è propria della tua femminilità, tu arricchisci la comprensione del mondo e contribuisci alla piena verità...
genio femminile fonte di incessante ispirazione a servizio  d’amore nella società e nella Chiesa
“esprime regalità… é fonte di bellezza non soltanto fisica, ma soprattutto spirituale che Dio ha elargito sin dall’inizio alla creatura umana e specialmente alla donna”.
“La donna rappresenta un valore particolare come persona umana per il fatto della sua femminilità”.
( Mulieris Dignitatem  29 )
E le ricorda tutte: donna-sposa, donna-madre, donna-figlia e sorella, donna lavoratrice, donna consacrata, donna della cultura e dell’arte,donna oggetto di soprusi.
Quanto amore!
Una ricchezza di attributi che rendono la donna speciale, essenziale figura  della vita.
Le domande che ci  poniamo:
Donna e Chiesa, oggi.
Come vive oggi la donna in famiglia?
Come vive oggi la donna nella società?
Questa,crede nel genio della donna?

Non si crede in lei, se  non  la si apprezzi come fonte e donatrice d’amore.
Come fonte di vita.
Se non si ritiene  compagna indispensabile dell’uomo.
Se non la si permette una serena vita in famiglia.
Se non la si ritiene la prima educatrice dei figli.
Se la si discrimina nella vita sociale.
Lei “dono di Dio” Mediatrice tra Dio e noi.
Interrogativi  all’evidenza di tutti, solo se ci si pone in una superficiale riflessione.
E quanti i documenti della Chiesa di sempre per una risposta a questi interrogativi.
E’ compito altamente oneroso  approfondire il tutto ora citato.
Ci limiteremo a dire qualcosa.


Donna e chiesa
“Cristo primo femminista nella storia… la donna nella chiesa non può limitarsi a fare il chierichetto, la presidente della Caritas, la catechista deve essere di più, profondamente di più…promoviamo il ruolo delle donne se la Chiesa le perde, rischia sterilità”. ( Papa Francesco ).
“ Le donne definiscono il volto della Chiesa più degli uomini”.Così Benedetto XVI.
E nomina dottore della Chiesa Ildegarda di Bingen, santa, esaltandone la sua cultura.
“ Sono stato scoperto da due donne”Giovanni Paolo 2°, la sua attenzione verso le donne, è tutta particolare.
Paolo VI nomina dottori della chiesa Caterina da Siena  e Teresa d’Avila.
E ammette  al Concilio Vaticano 2°, quali uditrici 23 donne, non senza contestazioni.
“Donna, Chiesa e mondo”mensile  a cura del Vaticano, é segno di attenzione della Chiesa cattolica verso le donne per meglio conoscere la grandezza e la grazia della femminilità.
Nella Chiesa antica e nel suo divenire vi sono elementi di forte contraddizione, occorre dirlo.
E ciò nonostante le lezioni di Cristo, Principio di Verità.
Le sue opere e le sue parole esprimono sempre il rispetto e l’onore dovuto alle donne. Le perdona, le esalta, le vuole  ai piedi della croce, le vuole prime, presso la tomba.
Ad esse si manifesta per prima, alla sua resurrezione.
E numerose, tantissime le donne che lo hanno onorato in tutto il periodo di vita della Chiesa,
dai tempi lontani ad oggi, martiri, evangelizzatrici, sante, fedeli a Lui e alla sua Chiesa.
Ricordiamo le protomartiri  e tra le figure più suggestive del martirologio femminile quelle di  Perpetua e Felicita, entrambe facenti parte di un gruppo di catecumeni dell’Africa proconsolare, martirizzate a Cartagine durante l’impero di  Settimio Severo, il 7 marzo del 203 d.C.
E Tecla, Agata, Agnese, Cecilia, Lucia,Caterina,Margherita, Blandina, Elena madre di Costantino,Monica madre di Agostino.
E quante altre, numerosissime sante, andrebbero citate da allora ad oggi.
Ma non è questa la sede per farlo.
Una per tutte, ai nostri giorni, SantaTeresa di Calcutta.
“Una  Chiesa senza le donne è come il Collegio Apostolico senza Maria.Il ruolo della donna  nella Chiesa non è soltanto la maternità, la mamma di famiglia, ma è più forte: è proprio l’icona della Vergine, della Madonna quella che aiuta a crescere la Chiesa …la donna nella Chiesa è più importante dei Vescovi e dei preti..”
L’uomo e la donna riconciliati da Cristo sono “un solo uomo nuovo”.
Il tema del ruolo della Chiesa  è molto dibattuto.
Nell’Evangeli Gaudium, Papa Francesco si interroga se il presbitero nella Chiesa debba essere considerato in cima a tutto, il suo il più importante di tutti i ruoli.
Certo che sì, se  solo si pensa al rinnovamento che  per suo tramite si rinnova ogni giorno, il sacrificio eucaristico.
Il problema non è tutto qui anche se consacrare la donna presbitero è certamente il più discusso.
E ancora Papa Francesco.
“ Il genio femminile è necessario  nei luoghi in cui si prendono le decisioni più importanti. La sfida oggi è proprio questa: riflettere sul posto specifico della donna anche proprio lì dove si esercita l’autorità ei vari ambiti della Chiesa”.
 La Chiesa ha sempre riconosciuta  l’autorevolezza  femminile esaltandola, oggi particolarmente, anche in ambiti  da tempo preclusi.

Donna e famiglia

L’imperante secolarismo, la superbia dell’uomo conseguente alle mirabili conquiste  della scienza e della tecnica, le perverse ideologie che hanno dominato il secolo  XX, hanno certamente eroso il concetto di famiglia tradizionale, così come inteso dalla  religione e dalla cultura cristiana.
La figura della donna per sé ed il nucleo familiare, vero germe della società, ne ha certamente fatto  le spese.
Il processo fa registrare dei  rebaund, ma il segno, il significato della famiglia tradizionale è fortemente scosso.
“Famiglia, diventa  ciò che sei”cioè custode, rivelatrice, comunicatrice d’amore”.
Il grido di Giovanni Paolo II° è il richiamo alla”più ampia comunione della famiglia”è di  riacquisire i diritti e doveri  che danno vita alla famiglia.
E’ in questo contesto che  si eleva la figura della donna perché “la storia della salvezza, è una continua e luminosa testimonianza della dignità della donna”.
E’ a questa dignità che occorre riferirsi perché la donna possa  svolgere il suo ruolo verso la famiglia e la società.
Questa dignità oggi è offesa, vuoi che la donna sia vittima di se stessa,vuoi che lo sia a causa di terzi.
E tante  le motivazioni!
Se “ è oggetto di compravendita al servizio dell’interesse egoistico e del solo piacere”, la sua discriminazione nei vari campi della vita sociale, gli impedimenti alla trasmissione della vita.
Come scelta personale o per costrizione, l’impossibilità di provvedere all’educazione dei figli per oggettive difficoltà da numerose cause che citarle sarebbe una difficile impresa.
Viene così meno la  più propria fonte di educazione con i riflessi devastanti nella società.
Che dire delle più spregiudicate operazioni che su di lei cosciente o meno si svolgono aventi come scopo di ostacolare la sua prerogativa riproduttiva.
O altre che spesso costituiscono sperimentazioni che offendono la legge morale e quella di Dio?
La famiglia sta attraversando una crisi  culturale  profonda e con essa la donna, con le negative ripercussioni  nella società  che per molti aspetti si disintegra, sovente vittima di egoismi e di lettura della vita non conforme alla legge morale e divina.
Ciò in tragico contrasto con  la cultura cristiana  e con i valori antropologici della persona.
Sommaria certamente la nostra riflessione su un tema di alta complessità, solo sufficiente per farci meditare.
  
Donna e società
Ci piace ancora una volta ricordare quelle parole, in  questo angolo della nostra riflessione.
….” L’ora è venuta, in cui la vocazione della donna si svolge con pienezza, l’ora in cui la donna acquista nella società una influenza,un irradiamento,un potere finora mai raggiunto.
E’ per questo  che, in un momento in cui l’umanità conosce una così profonda trasformazione, le donne illuminate dello spirito evangelico possono tanto operare per aiutare l’umanità a non decadere.”.
Questa funzione della donna inizia dall’azione educativa che essa svolge nella famiglia e si irradia nella società.
Essa nella famiglia prima e nella società dopo, con l’inculturazione ai valori della vita  che esprimono ed onorano la dignità della persona è la fonte di formazione  di una società sana.
Primo attore nella formazione della coscienza morale!
All’esercizio di questa  formazione nella nostra società pregna di secolarismo si oppongono mille ostacoli.
Iniziano con  il negarsi e il negarle il dono della maternità, nel renderle sempre più problematica la sua funzione educativa e continuano con non riconoscerle per una sana società, il genio di cui è capace, discriminandola in ampi campi del vivere civile.
La società, specie quella opulenta crede nel genio femminile se la si tradisca, la si danneggia, la si uccide, la si ritiene oggetto dell’egoismo dentro e fuori le mura domestiche?
Che dire della permissività personale e non, di negare di essere fonte di vita?
Di non permettere di vivere in famiglia una serena vita educativa?
Se la si discrimina nel mondo del lavoro, dai compiti ed obblighi sociali nei quali  la sua personalità potrebbe  segnare al meglio  la  comunitaria?
Se non si crede che lei è la più ricca  fonte di dono dell’amore agli altri, che è la compagna indispensabile dell’uomo.
Se non si crede che é lei un grande dono di Dio?
Non è troppo  tardi perché  si riconosca alla donna  tutta la sua potenzialità capace di  contribuire a formare una  società più rispondente ai valori della vita e alla volontà di Chi questa ha voluto.

                                
Un nuovo umanesimo?
Operai nella vigna una nuova sfida serrana.
Con al centro la donna  un nuovo movimento culturale per celebrare la dignità dell’uomo come l’antico  del XIV, XV secolo dalle molte sfaccettature è una sfida irta di  difficoltà e necessita di occhi miopi puntati sullo stimolante genio femminile.
Oggi come allora vi è  assoluta necessità di riportare la persona e la sua dignità al fuoco di una forte riflessione per una ristrutturazione valoriale della persona spaziando su gli ambiti etici, morali, religiosi, di fede, così fortemente compromessi nella società nella quale viviamo.
Ci piace ricordare l’allora celebrazione della dignità della persona da Giannozzo Manetti tra  più grandi di  quel tempo autore della  pregevole opera  De dignitate  et excellentia hominis.
La forza necessaria ci viene dai Vangeli, dai tanti documenti di altissimo spessore espressi dalle più alte gerarchie  cristiano-cattoliche nei tempi, dalla dottrina  sociale della chiesa.
Elencarli è arduo e a mio avviso suonerebbe offesa alla cultura e alla memoria di tutti voi.
Uno per tutti: ”La chiesa stima degna di lode e di considerazione l’opera di coloro che per servire gli  uomini si dedicano al bene della cosa pubblica e assumono il peso delle relative responsabilità”. Gaudium et spes,75.
Nel concreto il tentativo  di umanizzare  la società, non è compito extraterrestre, ma di ciascuno di noi attraverso una  cultura politica da inseminare nella società da attingere anzitutto dal Vangelo.
La chiesa ci invita a farlo e specie in questi ultimi decenni, grazie a pregevoli opere culturali ed evangeliche di diversi rappresentanti di Cristo in terra, ci impone evangelicamente di intervenire con l’esercizio della politica.
Per servire interpretare il bisogno della persona, della società e sollevarlo in nome della dignità dell’uomo, della libertà, della giustizia sociale.
E la mente corre a Jacques Maritain e al suo umanesimo integrale.
Opera di altissimo valore, dai preziosi contenuti volti a stimolare l’azione politica dei cristiani.
In politica appartengono alla chiesa e al mondo, allo spirituale e al temporale.
Il campo di azione è la società, l’azione è ispirata ai Vangeli.
L’esercizio  della politica  per servire è una forte lente di ingrandimento che consente di conoscere ed interpretare  i valori della persona umana, le necessità da risolvere, in una società perché cresca nell’ordine, nella libertà, nella giustizia, nella religiosità, nella fede.
In questo servizio  può scaturire  la chiamata, la vocazione cristiana, presbiteriale, obiettivo dell’azione serrana  nella società.
Non serve a questo l’attribuzione al serrano della sua “indole secolare” ?                         
A questi non può mancare la testimonianza e la preghiera non balbettata, ma cosciente, a Dio  perché ascolti e accolga le nostre istanze.                                      
Il nostro devoto pensiero e la richiesta di soccorso a Maria e a tutte le donne martiri e non, sante e non, conosciute e non, canonizzate e non, quante nel silenzio e nell’oblio pregano e operano,a tutte le donne perché attraverso il loro genio stimolino l’opera di umanizzazione degli operai che nella vigna faticano per una società più giusta e più vicina alla volontà del Creatore.
Se questo nostro contributo può servire a intendere al meglio la provocazione  al tema dell’anno serrano “ La donna nella chiesa: dalla famiglia alla società alla vita consacrata per un nuovo umanesimo cristiano”non  sta certo a noi dirlo.                                                 
La diagnosi per “nuovo umanesimo cristiano”con il soccorso della donna, la sua lettura nel contesto sociale è tosta, ma  più difficile è la proposizione.
Armiamoci   di un buon esame di coscienza, sappiamo leggere, apprezzare e vivere il concetto di donna, preghiamo, ma sappiamo pregare, Dio e sua madre Maria perché ci illuminino, promoviamo un’inculturazione evangelica e prima viviamola.
 Il genio femminile ci porterà  più vicini alla comprensione e correzione dei mali nostri e della società.
E ci portiamo più vicini  a Dio, alla chiesa di Cristo, alla cultura evangelica, al presbiterato, che nasca abbondante e più forte, che viva e cresca.

                                                                                          Paolo  Mirenda


Agosto 2014

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